Torri e fortezze della Toscana tirrenica

Storia e Beni culturali. Il giorno 18 settembre 2015, intervento di Riccardo Ciorli alle 17,30 a Villa Fabbricotti, in occasione della presentazione del volume sulle torri costiere della Toscana.

Calamoresca Logos

Significato di Storia

 La storia è fatta da una serie di avvenimenti, piccoli medi e grandi, in cui il protagonista è ognuno di noi dal momento della sua nascita fino  alla morte. Nessuno può sfuggire all’avvicendarsi del tempo e pochi di noi si rendono conto che ogni attimo che passiamo è un momento unico, originale e nella nostra vita non si ripeterà mai più.

 

Ogni persona, dal più ricco al più povero e attore nel palcoscenico della storia in quanto ascolta, parla e scrive ed è produttore di memoria, una libertà che nessun regime potrà mai reprimere.

Ecco questa è la storia, il sovrapporsi di momenti lieti e infelici che  quando condividiamo con altri diventano tessere di quella ossatura che chiamiamo Società.

 

Senza la memoria non si potrebbe costruire nessun scheletro e quindi non si potrebbe tenere insieme una società, sarebbe come avere il più sofisticato dei computer ma non abbiamo la guida delle istruzioni.

La nostra civiltà sarebbe come quella degli ominidi che nel film 2001 Odissea nello spazio, si trovano un giorno a contatto con un grande quanto misterioso monolito nero

 

Affinché la cultura acquisita non fosse persa, in antico lo scambio di esperienze e di emozioni avveniva parlando da padre a figlio ma poi quando è stata scoperta la scrittura si è avuto la possibilità di far ricordare il vissuto non solo ai figli ma anche ai nipoti.

 

La scrittura ha permesso all’individuo di trasformarlo da residente a viaggiatore nel tempo, in quanto nel momento in cui si ha un libro in mano siamo coscienti di essere nel presente, ma sappiamo anche che, quello che abbiamo letto è il passato e quanto abbiamo da leggere è il  futuro. Chi di noi non ha provato l’ebrezza di arrivare alla fine di un romanzo poliziesco per scoprire chi è l’assassino.

Fare un libro, scriverlo e pubblicarlo, vuol dire creare un processo che mira ad assicurare la formazione culturale della società e quindi è la chiave per comprendere quanto nessun altro strumento è capaci di assicurarci  con determinazione e costanza..

 

A differenza dei multimedia, il libro scritto è un oggetto fruibile che all’interesse del leggerlo accompagna l’eccitazione del toccarlo fino a giungere al momento di personalizzarlo con annotazioni che sono espressioni del momento storico in cui si legge.

 

L’importante è nel marasma del’informazione che oggi viene prodotta e pubblicata, in mezzo al pattume che spesso coabita con la buona cultura, avere la possibilità di trovare prodotti seri.

 

Oltre a nostro giudizio è utile molto spesso anche il confronto con gli esperti, cioè persone che per professione hanno una esperienza non indifferente nel campo e quindi possono essere di valido aiuto a dare un giudizio sull’importanza che può avere per la collettività un dato testo, un determinato oggetto.

 

Significato di Bene Culturale

 

Ognuno di noi ha il diritto di possedere un proprio senso del bello e specialmente nel nostro Paese dove è conservato il maggior numero d’opere d’arte del pianeta. Non c’è italiano che non sia capace di esprimere un parere, a suo dire inconfutabile, su cosa è artistico e cosa no !.

 

Molte sono le persone che accampando doti cognitive oscure si sentono in dovere di esprimere giudizi, proporre rimedi per rendere più bello quanto ci circonda. Pochi si accorgono che così facendo non solo peccano di superficialità e ignoranza (nel senso che ignorano) ma alimentano quel qualunquismo culturale che è molto più dannoso della mancanza di conoscenza. Non esiste niente di più difficile da riformare quanto esiste di distorto nel campo della cultura.

 

È urgente quindi tornare ad affidarci a gente esperta in materia di Beni Culturali, saltare i tanti ciarlatani che esistono in questo settore e riappropriarci del significato più genuino di cosa è un Bene Culturale prima che questo si perda nella gran confusione della cultura moderna.

 

Al significato di bene culturale, si giunge attraverso un procedimento svolto da professionisti pubblici designati dall’art. 12 del  Decreto Legge n° 42/2004 che ha introdotto il procedimento per la verifica dell’interesse culturale.

Un processo non sempre facilmente accessibile ma necessario per garantire che materiale di interesse storico, architettonico, paesaggistico, artistico e etnoantopologico che tutti noi possediamo, sia tutelato “in nome del popolo italiano”.

 

In una Nazione come la nostra è importante che s’incentivi il procedimento d’indagine per conoscere quanto di bello e importante abbiamo intorno a noi e per questo ritengo rilevante la pubblicazione di questo testo.

 

 

Il libro che stiamo presentando è la conclusione dell’analisi iniziata nel 1970 dai quattro autori, un tempo che può sembrare lontano ma che nel campo della ricerca seria e compita è spesso necessario, se veramente si vuole realizzare con serietà scientifica un opera come questa.

 

I centosessanta episodi di incastellamento presenti in questo volume non rappresentano solo una sequenza di schede analitiche ma sono una indubbia chiave di lettura del territorio costiero toscano.

 

Dai promontori di Avenza eMassa Carrara fino alle pianure di Marina di Bibbona e Castagneto e ancora più in giù fino ai confini con il Lazio; gli autori riescono a fornire un’immagine del costruito descrivendo con innata maestria e professionalità non solo l’aspetto paesaggistico e geografico ma anche quello tecnico e architettonico.

 

Questo libro è quindi oltre che uno strumento culturale, anche una guida che ha il pregio di non essere statica, come non è statico il Bene Culturale, ma piuttosto uno strumento per ampliare continuamente la conoscenza del lettore.

 

Quanto qui descritto, fotografato e documentato rappresenta una chiave che apre un mondo che molte persone, intellettuali e amministratori pubblici cercano sempre con caparbietà di ignorare. Questo libro fa cadere il velo di questa “ignoranza” demolendo qualsiasi forma di alibi non ultimo quello dei finanziamenti. Tutti noi sappiamo che ogniqualvolta l’interesse verso un oggetto culturale scavalca i confini degli interessi locali, ogni volta che riusciamo a superare il malessere del nostro Paese di essere una terra di comuni e comunelli, allora non solo si trovano i finanziamenti ma si riesce a realizzare delle  cose che possono sfidare il tempo.

 

Spero che questa pubblicazione aiuti a capire che quanto ci circonda di bello e importante non appartiene solo ad altri ma è una frazione della nostra vita e come tale il suo recupero e la sua valorizzazione dipendono dalla nostra sensibilità ed dalla nostra intelligenza.

Rispondi